Offida

Indirizzo: Corso Serpente Aureo, 66
Località: Offida
Telefono: 073688871
Email: info@comune.offida.ap.it
Sito web: www.comune.offida.ap.it

Offida, situata a 293 metri s.l. m., è capoluogo della produzione del vino nelle Terre del Piceno con una DOCG “Offida” caratterizzata da tre tipologie: Pecorino, Passerina ed Offida Rosso e la DOC “Terre di Offida” (nelle tipologie Passerina Passito, Vin Santo e spumante). Offida inoltre può vantare un centro storico tra i più interessanti e meglio conservati della zona. Grazie a una serie di ritrovamenti archeologici risalenti al VII-VI secolo a. C. si pensa che il paese abbia avuto vita organizzata già dalla preistoria. Anche il toponimo è perso nella notte dei tempi: potrebbe derivare da Ophis, serpente, da Oppidum, località fortificata di epoca romana, o dall’etrusco Ophyte. La nascita del centro attuale si fa risalire alla fondazione del Castello da parte dei Longobardi, tra il VI e il IX secolo. Oggi Offida occupa un posto di rilievo nel Piceno, sia per il suo notevole patrimonio artistico-monumentale, sia per i commerci e le attività industriali, connessi principalmente alle produzioni agricole. Tra le attività artigianali è di rilievo quella del merletto a tombolo. All’ingresso della città si erge la massiccia costruzione della Rocca (1487-1494), voluta da Papa Innocenzo VIII. Nell’ampio torrione circolare si conservano intatti l’antica porta e il bastione fortificato del castello. Al suo interno sorge la mole dell’Ospedale Civile di Pietro Maggi (1796), con facciata neoclassica in laterizio. Nei pressi della Rocca sono disposti il monumento alle Merlettaie (1893) e il monumento ai Caduti (1923). Giungendo a Piazza del Popolo troviamo il Palazzo Comunale, elegantissimo nell’equilibrio delle sue proporzioni. Sull’alto portico del ‘400, retto da pilastri cilindrici in cotto, corre una graziosa loggetta, anch’essa quattrocentesca, che poggia su colonnine di travertino. Dal portico si accede al teatro “Serpente Aureo”, opera di Pietro Maggi inaugurata nel 1823. Sulla piazza si affaccia anche la Collegiata Nuova, costruita in uno stile di transizione tra il rococò e il neoclassico. L’interno a tre navate è a croce latina. Colpisce per la sua ardita struttura architettonica, movimentata dalla cupola con tamburo a quattro pennacchi. Percorrendo via Roma, si incontra l’ottocentesco Palazzo Castellotti, che riunisce in un’unica nuova sede il Museo Archeologico “G. Allevi”, la Pinacoteca Comunale e il Museo delle Tradizioni Popolari. La Chiesa di S. Maria della Rocca, principale monumento cittadino, sorge su una maestosa rupe, quasi isolata dal resto del paese. L’edificio, in stile romanico-gotico, è costruito in laterizio e presenta, all’esterno, tre slanciate absidi poligonali scandite da lesene in travertino. Il portale della cripta, decorato con motivi floreali stilizzati e animali fantastici, si apre al centro dell’abside maggiore. La cripta, caratterizzata da una selva di colonne e volte a crociera, con la stessa estensione della chiesa superiore, conserva affreschi del XIV secolo. Tra le manifestazioni popolari di maggiore spicco ricordiamo il Carnevale di Offida, i cui festeggiamenti iniziano con il Venerdì Grasso con la caccia de Lu Bov Fint: fra gruppi di giovani in guazzarò (antico abito contadino da lavoro), un finto bue di stoffa, portato a spalla da un uomo, percorre le affollate vie del paese correndo e scornando, seguito da un’allegra processione di sostenitori che lo scortano fino al simbolico mattatoio sotto il Palazzo Comunale. Nell’ultimo giorno di Carnevale, accompagnati dalla musica delle diverse Congreghe mascherate, sfilano i Vlurd: fasci di canne incendiate portate dagli uomini in giro per la città e, infine, gettati in un gran rogo, attorno il quale il popolo in maschera gira, balla e canta in un ultimo goliardico saluto al Carnevale morente.

 

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