Offida

Indirizzo: Corso Serpente Aureo, 66
Località: Offida
Telefono: 073688871
Email: info@comune.offida.ap.it
Sito web: www.comune.offida.ap.it

Lo storico G. Allevi (1834-1896), figura importantissima per la storia della cittadina e autore di testi sull’archeologia,  ritiene che Offida  sia stata fondata all’età della pietra, teoria avvalorata dai numerosi resti archeologici rinvenuti nel territorio. I reperti archeologici, fonte principale per questo periodo, testimoniano come tra il III ed il IX secolo a. C., si sia sviluppata la civiltà Picena. Secondo le fonti storiografiche greche e latine, l’origine dei Piceni sarebbe da attribuire ad un gruppo di giovani Sabini che, secondo la tradizione del “Ver Sacrum”(rito propiziatorio tipico di  alcune popolazioni italiche praticato con lo scopo di  guadagnarsi il favore degli dei), sarebbero giunti nel nostro territorio guidati da un picchio (PICVS), dal quale avrebbero poi preso il nome la civiltà Picena ed il territorio, così chiamato ancora oggi. La fine di tale civiltà fu decretata dall’arrivo dei Romani che, nel corso del III secolo a.C., cominciarono la progressiva penetrazione in tutto il territorio dell’ascolano, dando vita ad una delle civiltà più fiorenti mai esistite. Nel VI secolo d.C. ci fu l’arrivo in Italia dei Longobardi, una popolazione di stirpe germanica che, dal territorio di Amburgo, cominciò la conquista della nostra penisola, sconvolgendo l’assetto politico ed amministrativo esistente. Intorno al 580 d.C. i Longobardi conquistarono Ascoli ed il territorio circostante, nonostante i vani tentativi da parte della popolazione locale di opporsi ai nuovi incursori. In seguito alla conquista, il territorio fu diviso in Contee che comprendevano dei Gastaldati  e, nel corso del VII secolo, secondo quanto riferito dallo storico G.Colucci (1752-1809), Offida divenne sede di un gastaldo della contea di Ascoli. Al 1039 risale la donazione di Longino d’Azzone, signore di origine franco-tedesca, che decise di cedere all’Abbazia di Farfa alcune sue proprietà tra cui il castello che sorgeva nella zona di S. Maria della Rocca. Nella seconda metà del XIII secolo, Offida poteva già considerarsi una città, infatti, nel 1261 con una bolla di Papa Urbano IV veniva concessa la possibilità di istituire un preside con il compito di amministrare la giustizia e, nel 1291, il Papa Niccolò IV concedeva la possibilità di eleggere podestà, consoli e priori. Sempre nel XIII secolo, si susseguirono numerose lotte tra Guelfi e Ghibellini e tra le città di Ascoli e Fermo, lotte che si protrassero fino al XVI secolo e che videro anche il coinvolgimento di Offida. Nel corso di questi scontri nacquero delle rivalità interne e delle lotte fratricide tra le più insigni famiglie offidane per la supremazia nel paese; le più note sono sicuramente quelle tra i Boldrini (ghibellini) e i Baroncelli (guelfi), terminate solo nel 1533 quando, nel giorno del Corpus Domini, data scelta per la riconciliazione definitiva, dopo alcune provocazioni reciproche, si giunse allo scontro e quasi l’intera famiglia Boldrini fu trucidata da Carlo Baroncelli che, in seguito all’episodio, fuggì da Offida. Nel 1557 alcuni Francesi diretti a Fermo tentarono di incendiare il Palazzo Comunale distruggendo irrimediabilmente una parte dell’archivio. Nel 1808 le Marche entrarono a far parte del Regno Italico, decisione che determinò la fine del potere temporale del Pontefice, riaffermato dopo pochi anni dal Congresso di Vienna (1815). In questo periodo sono operanti anche un Consiglio Comunale ed una Magistratura capeggiata dal gonfaloniere. Nel 1860 un comitato rivoluzionario partecipò agli scontri contro l’esercito pontificio che venne sconfitto a Castelfidardo e assunse il governo della città. In seguito a tali eventi Offida venne inclusa nella Provincia di Ascoli e, nel 1861, venne nominato come primo sindaco Domenico Curti al quale seguì, alla fine dello stesso anno, Giuseppe Micheli. A partire da questo periodo, si verificò un notevole progresso che portò la cittadina da un’economia essenzialmente agricola ad una più varia basata anche su un artigianato fiorente e su un processo di industrializzazione crescente. In seguito allo sviluppo economico vennero creati servizi all’avanguardia: stazione ferroviaria, ufficio postale, telegrafo, rete elettrica, attività commerciali. Le due guerre mondiali non solo bloccarono tale processo di modernizzazione, ma videro la distruzione di alcune delle strutture create precedentemente.

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